E' TEMPO DI PACE, DEPONIAMO...I CATTIVI PENSIERI

DI Geppino Cuomo

Fermiamoci un momento. E' tempo di pensare seriamente e ragionare obiettivamente. Qui non è il caso di parlare e sparlare. Tutti contro tutti. Siamo all'assurdo. Ognuno contesta qualcuno, ognuno si ritiene depositario della verità. persone sagge ed equilibrate che perdono la bussola ed entrano a gamba tesa senza sapere il perchè. E' tempo di tornare alla saggezza. Non tutti ne sono capaci, ma noi ci rivolgiamo a coloro che sono in grado di farlo e di condizionare positivamente chi invece non riesce a ragionare. Non stiamo discutendo della festa patronale, fra chi vuole le bancarelle e chi non le vuole, fra chi vuole i fuochi e chi non li vuole, stiamo invece ragionando di cose delle quali noi fedeli non dovremmo per niente occuparci, ma anche di cose che la Diocesi, alias il vescovo, non può fare senza motivi validi ed oggettivi. Non siamo più agli anni cinquanta, quando noi bambini appena vedevamo un sacerdote correvamo a baciargli l'anello anche dieci volte al giorno, ora si guarda al prete come ad un professionista qualsiasi, si valuta la sua capacità di interpretare il ruolo e a cui affidare la cura della propria anima. In questi giorni onestamente un pò ci siamo vergognati della nostra comunità, ci mettiamo anche noi dentro per due motivi, il primo è perchè ne facciamo parte, il secondo è per evitare che ci si dica che puntiamo il dito contro qualcuno. Ognuno ha portato avanti una sua battaglia senza fare fronte unico con altri, ognuno ha inteso protestare sull'atteggiamento dell'altro, senza nemmeno sapere se era della sua sponda o meno. Basta, sediamoci un istante e facciamo i seri. Non uno si ed uno no, Tutti. fedeli e religiosi. Facciamo appello alla serietà. Ultimo evento la fiaccolata. Una fiaccolata che non comprendiamo rivolta a cosa e contro chi o a favore di chi. Per fortuna è stata rinviata, noi speriamo annullata. perchè contro chi fosse fatta o a favore di chi fosse fatta, sarebbe stata comunque offensiva per qualcuno e questo non favorisce certamente la pace. Nel nostro circondario questa pace è superiore a quella fra Ucraini e Russi, perchè fatta fra sorelle e fratelli nella stessa famiglia. Noi fedeli se vogliamo facciamo sentire la nostra voce, facciamola sentire a chi prende certe decisioni, ma non per contrastarlo, semplicemente per aiutarlo a prendere le migliori decisioni possibili. Certo, in questo c'entrano simpatie ed antipatie, ma non stiamo parlando di eventi teatrali o sportivi, stiamo parlando di fede e quindi lasciamo che chi deve decidere, lo faccia con serenità, sempre che abbia motivazioni più che valide. Don Carlo, don Gaetano, padre Mario, tutte persone degne di rispetto e stima, ognuna di loro nel cuore della gente, non mettiamo anche loro nella posizione sbagliata dell'uno contro l'altro. Non è il caso. Riflettiamo sul momento e diamo a questo la sua giusta dimensione.

 

QUALCOSA NON VA SU QUEST'ISOLA

CONTESTAZIONE, A CHI GIOVA?

di Geppino Cuomo

A chi giova?

Stamattina alla messa di don Gaetano nello Spirito Santo, messa solitamente da “chiesa piena”, vi erano quattro gatti. Probabilmente quei quattro gatti o non erano stati informati o più che quattro gatti erano quattro cani sciolti, ovvero persone che delle contestazioni se ne fregano. Si, perché è chiaro che di contestazione si è trattato. Lasciamo perdere il vescovo, lasciamo perdere i sacerdoti che hanno tramato, lasciamo perdere le questioni politiche all’interno della diocesi, ma disertare una messa alla quale si partecipava con tanta contrizione religiosa una settimana fa, ci sembra una decisione immotivata. Cosa c’entra la messa con la contestazione? Stiamo contestando il Padreterno? Ci sembra di no. Allora questa messa se non nello Spirito Santo, dove andremo ad ascoltarla? Non ci sembra logico, anche alla luce del fatto che la contestazione riguardava proprio lo spostamento di parrocchia, vale a dire dallo Spirito Santo alla chiesa dei frati minori di Sant’Antonio. Al massimo avremmo potuto capire la diserzione alla chiesa sede della nuova parrocchia e andare in massa nella chiesa vecchia parrocchia, non il contrario. Per un giro di retromarce e rivisitazione del progetto, tutto è rimasto invariato, al momento anche il vecchio parroco che già è su altri lidi, ufficialmente in vacanza. Don Carlo una settimana fa, nella sua umiltà salutò i suoi parrocchiani, accettando con ubbidienza la giornata del “ calice amaro” senza allontanarlo da sé, ma nemmeno fece silenzio in generale su eventuali colpe e colpevoli nella diocesi. Insomma tutto e niente ma tutti hanno interpretato quello che volevano interpretare. La Diocesi, che a sua volta aveva fatto sapere che sabato 8 ottobre nella nuova sede di parrocchia si sarebbe instaurato il nuovo parroco presentato dal vescovo Pascarella,  non ha profferito una sillaba  sull’annullamento dell’evento e si è affidata al passa parola  dei fedeli, unico tam tam che funzione velocemente. Ora che succederà? Qualcuno dice che in giornata, forse in mattinata si saprà qualcosa di ufficiale, noi ne dubitiamo, visto le figuracce fatte, crediamo che si procederà con i piedi di piombo per evitarne altre. Fra i fedeli (le fedeli) intanto, oltre ai manifesti a lutto, i manifesti di veglie e contestazioni con abbandono di luoghi sacri altro non c’è.

GRAZIE GENNARO SAVIO

di Geppino Cuomo

PERCHE' NON ANDRO' A VOTARE

Ho appena preso visione e coscienza delle liste presentate per le elezioni nel comune d'Ischia del prossimo 12 giugno. Non pensavo di dovermi sorprendere ed invece mi sono sorpreso e non poco. Non tanto per quello che in fondo già si sapeva, quanto per la costatazione di uno stato di fatto inusuale. Grazie a Gennaro Savio ed alla sua beata incoscienza politica siamo ancora in uno stato di apparente democrazia, senza di lui e senza il suo romantico ed orgoglioso combattere contro i mulini a vento, saremmo stati un comune bulgaro a tutti gli effetti e non solo di fatto. Uno stato di fatto che fa meditare e non poco. Nessuno che scende in campo per proporsi, oltre a Gennaro Savio, difensore dei poveri, dei deboli e dei diseredati, quale antagonista di Enzo Ferrandino. Due sono le cose, o il sindaco ha fatto così bene che nessuno ritiene di poter far meglio, o il suo potere è così smisurato che nessuno ritiene di poterlo combattere. Nell'uno come nell'altro caso, ci complimentiamo con Enzo Ferrandino, rieletto sindaco ancor prima diessere votato. Ma se il sindaco uscente ha fatto così bene, vuol dire che la sua squadra ha fatto bene e quindi non riusciamo a comprendere perchè si sono formate ben sette liste per ipotizzare un clamoroso cambio dell'amministrazione. Un controsenso. Ho letto le liste, fra uomini e donne, effettivamente c'è il meglio della nostra società. Chiunque verrà eletto dovrebbe essere all'altezza, ma continuiamo a chiederci del perchè cambiare se tutto è andato bene? L'unica novità, dovrebbe venire da Gennaro Savio, che una volta tanto, dovrebbe prendere un pò di voti a dimostrazione della gratitudine che la gente gli deve, tanto, comunque vada sarà stato un successo di Ferrandino. Stranamente, da una elezione senza emozioni, ne verrà fuori una guerra fratricida, tutti a caccia del voto per far fuori non l'avversario, ma l'amico, il parente. Non erano state ancora pubblicate nemmeno le liste e già decine di telefonate sono partite per la classica richiesta del voto. Bene, a conti fatti, per come andranno le cose, inutile prenderci in giro. Il mio voto non determinerà assolutamente niente, anche se dato a Caio invece che a Tizio. Anzi a dimostrazione che avrò detto la verità assoluta, non andrò proprio a votare. Così sarò credibile con tutti. Dicessi si a tutte le telefonate che riceverei o riceverò, al novantanove per cento direi bugie ed una sola verità. Non andando a votare, e divulgandolo pubblicamente, dirò la verità a tutti senza mentire a nessuno e almeno non mi farò nemici.